Nel 2008 il giro d’affari dell’industria fotovoltaica italiana è stato di circa 800 milioni di euro. Per il 2009, prevediamo l’installazione di almeno ulteriori 250 MW con un fatturato di un miliardo e 250 milioni di euro che, dato il livello di sviluppo del settore, potrebbe ulteriormente aumentare.
In Italia, secondo uno studio condotto lo scorso mese di ottobre da EuPD Research, è prevista una crescita costante a differenza dei due mercati chiave in Europa, la Germania e la Spagna. Con un incremento medio annuo stimato del 119% rispetto al 26% del totale degli altri paesi europei, l’Italia è oggi considerata un paese con grandi potenzialità. Secondo lo studio di EuPD Research, nel 2010 si avvicinerà alla Spagna con 355 MW di potenza installata – solo poco sotto ai 400 MW che costituiscono il nuovo tetto annuale della penisola iberica. Stima che potrebbe essere di gran lunga maggiore se il Governo coinvolgesse maggiormente le due associazioni di settore e varasse provvedimenti per la semplificazione reale dei processi autorizzativi.
Il meccanismo di incentivazione – Conto Energia - varato nel 2007 ha già dato un considerevole contributo alla semplificazione delle procedure rispetto al precedente Conto Energia varato nel 2005 ed eliminato la maggior parte dei punti deboli che avevano favorito la bolla speculativa.
Ciò nonostante, lo sviluppo dell'energia fotovoltaica nel nostro paese deve ancora confrontarsi con due criticità: le difficoltà di allacciamento alla rete e la complessità delle procedure autorizzative.
Criticità che sono state in parte superate grazie alla pubblicazione nel 2008 da parte dell'AEEG del Testo Integrato delle condizioni tecnico ed economiche per la connessione alla rete (TICA - AEEG Delibera ARG/elt 99/08). Rimane tuttavia da sciogliere il nodo dell'autorizzazione unica, criticità che, a parere delle associazioni scriventi, può essere superata con l'emanazione delle linee guida nazionali. In questo modo gli Enti locali predisposti al rilascio del permesso a costruire l'impianto disporrebbero di uno strumento giuridico ben definito ma, soprattutto, univoco su tutto il territorio nazionale.
Nove mesi per un piccolo impianto e quasi un anno mezzo per uno di taglia grande, sono oggi i tempi medi che un imprenditore deve attendere prima di veder partire il proprio impianto. Le differenti procedure amministrative regionali e le difficolta’ di cui sopra, stanno causando rallentamenti nella realizzazione dei progetti aumentando la sfiducia degli investitori, soprattutto esteri.
Per supportare la crescita del mercato fotovoltaico è altresì importante il ruolo delle banche. Le difficoltà incontrate dagli operatori nell'accedere al credito necessario ad essere competitivi sul mercato potrebbero compromettere molti business plan. Una maggiore fiducia da parte degli istituti creditizi nelle competenze del comparto fotovoltaico e l'elaborazione di innovativi strumenti finanziari per facilitare l'accesso al credito, contribuirebbe a portare nuovo slancio all’industria fotovoltaica italiana, con positive ripercussioni non solo in termini di potenza installata ma anche in termini di occupazione.
Un grande aiuto arriva anche dagli ultimi provvedimenti europei per lo sviluppo delle rinnovabili tra i quali il pacchetto clima-energia - cosiddetto 20-20-20, la Direttiva, in elaborazione, sulle prestazioni energetiche in edilizia (EPBD) ed il piano per le tecnologie energetiche strategiche (SET Plan) La grande sfida dei prossimi anni per il nostro paese sarà il recepimento delle nuove Direttive Comunitarie e il potenziamento degli investimenti per lo sviluppo tecnologico in modo da favorire la creazione di una solida filiera industriale fotovoltaica in grado di competere, senza riserve, nel mercato globale.

