Il furto dell’automobile rappresenta una delle principali fonti di ansia per gli automobilisti italiani.
Non si tratta solo del timore di perdere un bene materiale di valore, ma della prospettiva di affrontare disagi logistici e burocratici che possono impattare, anche in modo significativo, sulla quotidianità. La percezione di un rischio crescente, purtroppo, trova riscontro in una realtà statistica che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche.
Analizzando l’Indice di criminalità elaborato da Lab24, infatti, emerge un quadro inequivocabile: la curva dei furti d’auto è tornata a salire con costanza negli ultimi quattro anni. Se nel 2021 le denunce si attestavano a 77,53 ogni centomila abitanti, il 2022 ha segnato un primo incremento raggiungendo quota 93,57. Il trend non si è arrestato nel 2023, anno in cui il dato è salito a 100,29, per poi toccare nel 2024 la soglia di 103,57 denunce per centomila abitanti, segnando un aumento del 2,3%. Questi numeri indicano chiaramente come si renda necessario, per i proprietari di vetture, adottare strategie di difesa più sofisticate e stratificate.
La tecnologia come prima linea di difesa
L’evoluzione delle tecniche di furto ha costretto il settore della sicurezza automotive a una rapida rincorsa tecnologica. Al giorno d’oggi, infatti, i ladri agiscono spesso con dispositivi elettronici capaci di aggirare le centraline di bordo in pochi secondi. Di conseguenza, la risposta più efficace risiede nell’adozione di sistemi di antifurto satellitare di ultima generazione.
Questi dispositivi non si limitano a tracciare la posizione del veicolo, ma offrono funzionalità attive come il blocco motore da remoto, che può impedire l’avviamento della vettura in caso di manomissione non autorizzata.
Un altro aspetto cruciale riguarda la protezione della porta OBD (On-Board Diagnostics). È tramite questo accesso che i ladri riescono spesso a collegarsi alla centralina, clonare le chiavi o aggirare l’immobilizer di serie in pochi secondi. Proteggere questa porta con una blindatura specifica o un blocco elettronico costringe i ladri a perdere tempo per tentare di neutralizzarla: un aspetto spesso determinante per far desistere i criminali.
Le vulnerabilità dei sistemi keyless
La comodità dell’apertura e dell’avviamento senza chiavi ha introdotto una nuova vulnerabilità nota come “relay attack“.
In questi casi i criminali, operando in coppia, utilizzano ripetitori di segnale per captare la frequenza della chiave e trasmetterla all’auto parcheggiata in strada, ingannando la centralina che crede di avere il proprietario nelle vicinanze. Per contrastare questo fenomeno, è essenziale proteggere le chiavi fisiche quando non sono in uso.
L’utilizzo di custodie schermate, note come sacchetti di Faraday, impedisce la propagazione delle onde radio, rendendo la chiave invisibile agli scanner esterni. È una precauzione semplice ed economica, ma estremamente efficace per chi possiede vetture di recente immatricolazione dotate di tecnologia keyless entry.
Come tutelarsi economicamente
Se la prevenzione tecnica serve a ridurre il rischio che l’evento accada, la tutela economica è l’unico strumento in grado di mitigare il danno finanziario qualora il furto si verifichi.
A questo proposito, è bene ricordare che la Responsabilità Civile Auto (RCA), obbligatoria per legge, copre solo i danni causati a terzi e non offre alcuna protezione in caso di sottrazione del veicolo. Per questo motivo, è essenziale integrare la propria polizza con la garanzia Furto e Incendio.
Questa copertura garantisce un indennizzo basato sul valore commerciale dell’auto al momento del sinistro, al netto di eventuali franchigie o scoperti previsti dal contratto. È quindi importante leggere con attenzione le condizioni di polizza, verificando se sono coperti anche i danni parziali derivanti dal tentato furto o dalla sottrazione di singole componenti, un fenomeno purtroppo in crescita a causa della scarsità di ricambi sul mercato.
Spesso le compagnie assicurative propongono sconti interessanti sul premio a chi accetta di installare a bordo una scatola nera. Questo perché questo dispositivo innovativo aumenta le possibilità di ritrovamento del mezzo da parte delle forze dell’ordine.
Per approfondire, è possibile consultare la guida su vantaggi e svantaggi dell’installazione della scatola nera proposta da Assicurazione.it, così da valutare nel dettaglio ogni aspetto e procedere a effettuare una scelta del tutto consapevole.
L’identificazione dei componenti
Una strategia di difesa passiva molto efficace è la marchiatura dei cristalli e delle parti principali della carrozzeria con il numero di telaio o un codice univoco. Questa operazione, nota come “identicar” o marchiatura indelebile, rende il veicolo molto meno attraente per il mercato nero.
Il motivo è semplice: un’auto marchiata è difficile da piazzare e i suoi pezzi non possono essere rivenduti facilmente come ricambi usati, a meno di non procedere a costose sostituzioni delle parti interessate. Poiché gran parte dei furti d’auto oggi è finalizzata proprio alla cannibalizzazione del veicolo per recuperare pezzi di ricambio, rendere tracciabili i componenti significa eliminare il profitto per il ricettatore, scoraggiando il furto all’origine.
Un quadro in evoluzione che richiede responsabilità diffuse
Il problema dei furti d’auto non riguarda solo chi subisce il danno: coinvolge un intero sistema fatto di controlli, normative, infrastrutture urbane e comportamenti collettivi. Per questo, oltre alle soluzioni adottate dai singoli automobilisti, diventa sempre più centrale la capacità delle istituzioni e degli operatori del settore di aggiornare strumenti, procedure e interventi sul territorio.
Una maggiore coordinazione tra forze dell’ordine, amministrazioni locali e industria automotive può infatti contribuire a ridurre le aree a rischio, migliorare la tracciabilità dei veicoli e favorire interventi più rapidi in caso di sottrazione.
In un contesto che continua a cambiare, la vera differenza la farà la capacità di creare un ecosistema più reattivo e moderno, dove prevenzione e contrasto non dipendono solo dal singolo, ma diventano parte di una strategia condivisa.

