Com’è fatto un impianto fotovoltaico ?

In base alle tipologie di impianto vi sono diverse componenti che vanno a costituire l’impianto fotovoltaico vero e proprio, un pannello non è sufficiente. Gli elementi che sono comuni a tutti è tre i tipi di impianto sono:

  • un campo fotovoltaico per convertire l’energia del sole in energia elettrica.
  • Utenze, cioè qualcosa che utilizzi l’energia.

Sia l’impianto a isola che quello a connessione con la rete hanno:

  • Inverter o invertitore, un dispositivo elettronico (la parte più deperibile di un sistema fotovoltaico) che serve a trasformare la corrente in corrente alternata convenzionale da 230 Volt cosicché possa essere distribuita a casa.

Solo l’impianto isolato ha:

  • Un regolatore di carica, ovvero un apparecchio che si utilizza per regolare la ricarica e lo scaricamento di energia nell’accumulatore. Interrompere anche la ricarica una volta pieno.
  • Un accumulatore, una sorta di batteria di riserva dell’impianto che serve proprio per immagazzinare energia, in modo da averne a disposizione quando i pannelli fotovoltaici non ne producono più perché non c’è il sole.

Solo l’impianto connesso alla rete ha:

  • Quadro elettrico: la centralina che gestisce la distribuzione di energia. Se i consumi sono elevati oppure se manca l’energia, questo attinge alla rete comune. Al contrario, se c’è elettricità in esubero questa viene immessa in rete. Questo apparecchio è dotato di contatori, in modo da avere il conto della quantità di energia che l’impianto fornisce alla rete e di quella presa.
  • Rete: si tratta della rete comune elettrica a cui l’ impianto fotovoltaico deve essere allacciato per l’interscambio energetico.

Se un tempo era necessario rivolgersi ad un tecnico per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, oggi non è più così, infatti è un prodotto sempre più diffuso. È comunque sempre opportuno prima di acquistare e installare l’impianto fare alcune valutazioni. È bene contattare un Consulente di energia: in modo che valuti con voi la fattibilità geografica, economica, che valuti la tipologia migliore, la dimensione, la posizione e che possa informarvi sulla burocrazia e sugli incentivi cui potete attingere nella vostra regione. Prima di incontrarlo preparatevi una nota con segnata la superficie disponibile e i consumi energetici dell’anno precedente, se ne avete la possibilità anche facendo una foto della casa. Dopo un sopralluogo, un installatore, potrà farvi un preventivo preciso e completo.

La burocrazia per gli impianti fotovoltaici c’è e non è sempre molto rapida, diciamo che in linea di massima ci si mettono 20-30 giorni per mettere tutto a posto. Dovrete recarvi in comune e richiedere le autorizzazioni: sarà necessario sapere la potenza e il tipo di impianto che volete montare e la zona, perché vi sono aree protette o comunque soggette a restrizioni.

Installare un impianto fotovoltaico

L’installazione non può essere fatta a caso: un posto non vale l’altro, ma bisogna fare delle valutazioni precise prima. Infatti già la resa massima è poca (del 15% circa), meglio non perderne altra: un angolo sbagliato fa perdere tra il 10% ed il 30% di resa, mentre un orientamento errato il 5%. Meglio non avere fretta e studiare bene la posizione in cui montare il pannello. Per questo servirebbe un tecnico esperto del settore, ma in linea di massima, per dare un’idea, sappiate che l’angolo di inclinazione ideale corrisponde alla latitudine meno 10°, mentre la direzione deve essere Sud (nell’emisfero Nord). Se questi parametri non possono essere rispettati per via della superficie in cui montate il pannello ci sono delle leggere variazioni.

Altri parametri possono incidere sulla potenza dell’impianto: la temperatura ambientale e del pannello quindi, la superficie, la posizione dei moduli (angolo e inclinazione appunto), i valori di irradiamento, l’efficienza dell’impianto etc. Ovviamente non si può intervenire su tutti questi fattori, solo su alcuni.

Non bisogna dimenticare anche di prendere in considerazione il posto dove sarà montato il pannello fotovoltaico, è bene fare un’analisi preventiva per valutare se è adeguato a reggere il peso del pannello e la forza che su esso possono fare vento e neve. Tutti questi elementi possono incidere sulla solidità dell’impianto e sulla sua sicurezza, quindi non possono essere tralasciati. Il pannello dovrà essere in piena luce durante tutto il tempo, non vi dovranno essere impedimenti di alcun tipo o ombre mentre il sole vi gira intorno.

Connettere l’impianto alla rete

Per connettere l’impianto alla rete bisogna mettersi in contatto con la compagnia che gestisce l’elettricità della struttura, munendosi del progetto, del preventivo e di tutto quello che può interessare. Una volta avanzata una formale richiesta di allaccio e una volta che questa viene accettata, andrete a stipulare un contratto tra voi e l’azienda elettrica. Un tecnico della stessa provvede poi a fare fisicamente la connessione all’impianto della rete in base alla potenza dell’impianto. Ricordate di farvi rilasciare da questo tecnico il verbale di connessione, è un documento che vi sarà necessario per richiedere gli incentivi.

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