Oggi si parla molto di economia circolare, anche se forse non tutti hanno ben chiaro di cosa si tratti. In sostanza, la circularity, o economia circolare, è un sistema economico fondato principalmente sulla sostenibilità ambientale, sul riciclo e su una produttività mirata a mantenere in vita più a lungo i prodotti.

Non a caso, i pilastri fondamentali che rappresentano la base di partenza dell’economia circolare sono appunto la sostenibilità, il ciclo di vita a lungo termine dei prodotti, l’uso di un prodotto come un servizio, le piattaforme di condivisione e la possibilità di riciclare materie prime, materiali e manufatti.

Questo significa che, prima di tutto, la circularity si fonda su una sostanziale riduzione dei costi di gestione dovuti allo spreco delle materie prime e degli prodotti finiti: non è solo questione di processi produttivi, ma anche di un intero sistema di lavoro, di progettazione e di comportamento, che coinvolge un sistema economico e produttivo.

Un’economia in grado di rigenerarsi autonomamente

La principale definizione di economia circolare è quella di un’economia in grado di rigenerarsi, che include quindi due flussi produttivi distinti: i materiali di origine biologica, che possono essere riciclati, e gli elementi puramente tecnici, che possono comunque essere recuperati e riqualificati.

È facile capire come i benefici dell’economia circolare possano quindi essere sia di carattere ambientale, considerando la riduzione dell’impatto, sia di carattere sociale e, non da ultimo, economico. Il riscontro economico è dovuto principalmente alla riduzione degli sprechi, e conseguentemente dei costi di gestione all’interno di un’azienda.

L’economia circolare applicata al contesto dell’edilizia

Nel contesto dell’edilizia, l’economia circolare può offrire ottime opportunità. Applicare i principii e le linee guida della circularity in questo ambito significa rivalutare i processi produttivi e la gestione degli scarti che, come sappiamo, in edilizia costituiscono un’entità considerevole.

Attualmente, in edilizia, i materiali provenienti da processi di riciclo sono già molti: dalla gomma, alle materie plastiche, al vetro, al legno, ai metalli. Recentemente si sta prestando molta attenzione anche al recupero di macerie, detriti e materiali inerti, impiegati spesso per la realizzazione di ulteriori materiali.

I rifiuti provenienti da costruzioni e demolizioni costituiscono quindi una quantità considerevole, e la possibilità di recupero permette di mettere in atto vere e proprie strategie economiche e di sviluppo, oltre ai notevoli vantaggi nei riguardi della sostenibilità ambientale.

Le strategie dell’economia circolare possibili da applicare nel settore dell’edilizia sono diverse e si riferiscono prima di tutto alla rigenerazione dei rifiuti e al riutilizzo dei materiali. È importante anche la tutela delle strutture già realizzate e l’applicazione delle tecnologie digitali e dei sistemi di automazione.

La digitalizzazione costituisce infatti una delle linee guida dei progetti di edilizia e costruzioni in cui viene applicato il metodo della circularity. Anche in questo ambito, i benefici ottenibili con l’economia circolare riguardano sia i vantaggi legati alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente, sia i riscontri economici dovuti al riciclo e al recupero dei materiali, al riutilizzo dei prodotti di scarto e alla sostituzione dei materiali da costruzione convenzionali con materie prime rinnovabili.